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Marco Barcaroli: “Split To Stay Whole”, il nuovo album tra psiche, Lynch e industrial

In uscita il 24 ottobre, il musicista toscano pubblica un concept album di 10 brani che è una vera e propria “autoterapia” sonora, esplorando la dualità della personalità con sonorità elettroniche e cinematografiche.

Viareggio (LU) – Il tastierista, arrangiatore e producer viareggino Marco Barcaroli si prepara a chiudere un capitolo importante del suo percorso artistico. È infatti in arrivo, venerdì 24 ottobre, sulle piattaforme digitali “Split To Stay Whole” (ovvero, “Diviso per rimanere integro”), un lavoro ambizioso che l’artista stesso definisce una “autoterapia musicale”.

L’album di 10 tracce non è un disco tradizionale, ma un viaggio sonoro intimo e complesso, che indaga la convivenza di più personalità e la ciclicità degli eventi. “Volevo voltare pagina chiudendo quella parentesi sul mio trascorso degli ultimi 3 anni,” spiega Barcaroli, sottolineando come la scrittura si sia tramutata in una vera e propria necessità.

La dualità come struttura e ispirazione

Il cuore del progetto è la dualità, evidente sia nel titolo che nella struttura stessa dell’album: l’opera possiede una forte struttura ciclica, dove il finale torna a ricollegarsi all’inizio, a rappresentare il flusso ininterrotto dei pensieri.

La narrazione, più vicina a una colonna sonora che a un album pop, è arricchita da transizioni strumentali e spoken word. La dualità si manifesta in modo esplicito attraverso le voci:

-Michela Lombardi incarna il lato più premuroso e malinconico.

-Raf Briganti dà voce all’aspetto più crudo e aggressivo.

Barcaroli si posiziona al centro di queste influenze, riflettendo il “tema del doppio” (doppelgänger) rafforzato dall’uso di due tonalità distinte in quasi tutti i brani.

Il fascino macabro di David Lynch e l’Industrial

Le atmosfere esoteriche e oscure di David Lynch hanno rappresentato una linfa vitale per il progetto. “Ero stato contaminato dalla visione di Twin Peaks,” afferma il musicista. “Quelle atmosfere esoteriche, macabre e sublimi hanno dato una linfa nuova al mio modo di approcciarmi alla composizione.” Questo riferimento è esplicito anche nel titolo di un brano, “Leland”, liberamente ispirato al personaggio della celebre serie.

Le influenze sonore spaziano dall’industrial di Nine Inch Nails e Trent Reznor (figure che Barcaroli cita tra le sue ispirazioni) all’elettronica dei Massive Attack, passando per le evocative partiture di Angelo Badalamenti e Danny Elfman, in un mix che rende l’ascolto profondo e avvolgente.

Collaborazioni di livello e artwork simbolico

L’album vede la partecipazione di un nutrito gruppo di musicisti e tecnici, a testimonianza della qualità artigianale della produzione: oltre alle voci di Michela Lombardi e Raf Briganti, compaiono Francesco Foti (chitarra e basso) e il batterista Marco Martinelli (già con Emma Nolde). Il mixaggio è stato curato da Andrea Pachetti e l’artwork da Beatrice Speranza.

La copertina, firmata Speranza, traduce visivamente il concetto di dissociazione: lo scatto centrale vivido rappresenta l’apparenza esteriore, mentre gli scatti sfuocati e il gioco di chiaroscuri simboleggiano la confusione che avviene nelle profondità dell’animo.

“È grandioso conoscere e collaborare con persone come Michela, Raffaele, Francesco, Marco, Andrea, Beatrice e Ugo… ti rassicura sul fatto che persiste ancora una forte sensibilità nel mondo musicale,” conclude Barcaroli, pronto a chiudere questo cerchio e passare a un nuovo capitolo.

Marco Barcaroli

Marco Barcaroli (Pietrasanta, 1997) è un tastierista, arrangiatore, songwriter e producer viareggino. Laureato in Discipline dello Spettacolo e specializzato in Electronic Music Production, è attivo discograficamente dal 2022 con diversi singoli all’attivo.

Info e link: [https://linktr.ee/marcobarcaroli]

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