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Intervista a Manuel Santini

Manuel Santini è musicista raffinato e sensibile, è appena uscito con un brano delicato e potente “Il sarto di Gaza” che anticipa l’album Minosse atteso per novembre.

Dopo il successo di progetti collaborativi come la “Bianchissimo (Battisti-Panella jazz session)” e “Overlook hotel” con Marco Trogi, “Il sarto di Gaza” segna un ritorno alla sua scrittura solista. In che misura le esperienze e le contaminazioni acquisite in quei progetti hanno influenzato l’approccio compositivo e stilistico del nuovo singolo e, più in generale, dell’album “Minosse”?

“Bianchissimo” e “Overlook hotel” sono stati due lavori in cui il jazz la faceva da padrone, in termini di cover e di inediti rispettivamente. In “Minosse” si può dire che sarà il pop ad essere il genere scelto, con brani molto orecchiabili e dal sound moderno.

Il comunicato stampa pone l’accento sulla potenza del testo e del messaggio, ma ci piacerebbe parlare anche del sound. Può descrivere lo stile musicale specifico e l’architettura sonora che ha scelto per accompagnare un testo così intenso? C’è un’evoluzione stilistica rispetto ai suoi lavori precedenti o questo brano è più un’anticipazione di una nuova direzione musicale che vedremo nell’album?

L’arrangiamento di Piero Pellicanò creato per “Il sarto di Gaza” è un giusto compromesso, secondo me, tra classico e moderno. L’uso di sintetizzatori miscelati con le chitarre e il piano sono una atmosfera suggestiva che fa davvero viaggiare. In questo disco Piero ha curato la produzione di diversi brani con questo approccio che ritengo molto funzionale al progetto. Dal punto di vista del testo mi sento di dire che c’è un continuum rispetto ad alcuni brani del precedente “Overlook hotel” anche se in questo disco si darà molto spazio alla canzone immediata, rispetto a quella criptica, da dover riascoltare più volte.

Lei ha definito gli scenari attuali come un “moderno olocausto”. Come artista e autore, sente un peso o una responsabilità specifica nel trasformare il dolore e la rabbia che prova per il mondo in musica? Ritiene che l’arte, in particolare la canzone d’autore, abbia ancora oggi la forza di essere un vero strumento di protesta o di sensibilizzazione civica?

La canzone d’autore mi ha sempre dato l’idea di essere vettore di messaggi importanti, culturali e sociali. Ci sono canzoni celebri nel canzoniere italiano che hanno un peso notevole per il periodo storico in cui sono state scritte, ma poi purtroppo, come accade ogni giorno in Italia, bisogna politicizzare tutto. E questo crea ulteriori muri, persino nei gusti musicali. Sento dire spesso “io quello non lo ascolto perché è di sinistra” o “quell’altro era di destra”… La musica non deve avere bandiera o partito, secondo me, e chi vuole assegnarle a tutti i costi anche ad una forma d’arte credo che non abbia capito niente di cosa sia la purezza di una canzone.

Il titolo del suo prossimo album è “Minosse”, il giudice infernale della mitologia greca. In un contesto in cui la società è sempre più polarizzata e incline al giudizio rapido, qual è il significato che attribuisce a questa figura mitologica? L’album “Minosse” vuole forse essere una critica al nostro bisogno contemporaneo di giudicare e dividere il mondo in categorie nette?

Esatto. Con l’avvento dei social tutti si ritengono autorizzati a commentare, anche in ambiti di cui non si conosce una “h”. L’importante è scrivere quello che si pensa, con l’arroganza di voler far accettare il proprio pensiero, anche se completamente assurdo. Questo aspetto, che poi culmina con le fake news, non ha fatto altro che mettere confusione e diatribe tra le persone. Ritengo che al più presto debba essere inserita la figura di un “Minosse” nei social, in modo da bannare tutti coloro che seminano odio, falsità e ignoranza. È assurdo che un profilo facebook, per esempio, venga bloccato per aver postato un quadro di nudo, spacciandolo per pornografia, per poi lasciar liberi post che incitano alla violenza, al razzismo conditi, magari, con i peggiori errori ortografici o grammaticali.

La scelta definitiva, comunque, del titolo è collegata a uno dei pezzi di punta del disco, “Mitologia” di cui verrà realizzato anche un videoclip.

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