GingerNews

Grama Tera torna con Sanmartin

Il duo formato dal multistrumentista Umberto Poli e dal singer-songwriter Ricky Avataneo da alla luce Sanmartin che esce per Folkest Dischi: un nuovo capitolo di ricerca musicale e memoria popolare. Sedici tracce equamente divise fra antichi brani tradizionali e canzoni d’autore: tra folk, blues e rock, sulle tracce di un viaggio senza tempo. Ballate, canti di lavoro, spostamenti, fughe e fenomeni atmosferici che si intrecciano in storie che diventano racconti in musica.

A fianco di Umberto Poli (ukulele, bouzouki, mandolino, banjo e chitarra elettrica, oltre che arrangiamenti e produzione insieme a Dario Mecca Aleina) e di Ricky Avantaneo (voce, chitarra acustica, armonica a bocca, kazoo e subjet ëd Moncalé) ci sono: Chacho Marchelli alla voce, Remy Boniface con violino, ghironda e organetto diatonico, Simona Colonna al violoncello e voce nei brani “Farfalla di Caraglio” e “Jolicheur”, Alessandro Zolt alla ribeba (scacciapensieri), Bati Bertolio alla fisarmonica, Sandro Boniface voce di Eridano in “Naufragi” e organetto in “Canté j euv”, Piercarlo Cardinali alla piva, Gianfranco Nasso al basso, Francesca Fumero ai cori, Fabio “Bramba” Brambati alle percussioni, Enrico D’Amico al sax e Giorgio Cavagnero ai cucchiai.

Il disco è stato registrato e mixato da Dario Mecca Aleina all’Attimo Studio Recording di Cafasse (TO).

Il viaggio è il cuore dell’album, inteso nelle sue molteplici declinazioni: spostamento, fuga, attraversamento, scoperta, lontananza e ritorno. Sedici tracce compongono un racconto musicale nel quale ballate, canti di lavoro, storie di partenze e paesaggi si intrecciano dando vita a una narrazione capace di muoversi liberamente fra memoria e contemporaneità.

La formula di Grama Tera rimane quella che ha caratterizzato il progetto fin dagli esordi: un folk di ampio respiro, essenziale e fortemente evocativo, costruito attraverso un’originale ibridazione di generi. Folk, blues e rock, anche nelle loro declinazioni più sperimentali, convivono in un amalgama compatto, nel quale la ricerca sonora dialoga con una profonda attenzione per la tradizione.

I testi, in piemontese e italiano, raccontano territori, persone e vicende capaci di oltrepassare i confini geografici. Le atmosfere di Sanmartin possono evocare il Monferrato, le montagne della Valsusa e della Valle d’Aosta, le risaie del Vercellese, ma anche spingersi idealmente fino alle rive del Mississippi. Un viaggio geografico e allo stesso tempo immaginario, nel quale la musica diventa strumento per attraversare luoghi, epoche e culture.

Il percorso di Grama Tera affonda le proprie radici tanto nella tradizione quanto nella grande canzone d’autore. Tra i riferimenti che ne hanno alimentato la poetica figurano Woody Guthrie, Johnny Cash, Bob Dylan, Nick Cave, Mark Lanegan, Ry Cooder e Rhiannon Giddens, ma il risultato non è una semplice rilettura del passato: è una ricerca personale che utilizza la materia folk per costruire una voce contemporanea.

Sanmartin è stato realizzato nuovamente presso Attimo Recording di Cafasse (TO), sotto la guida dell’ingegnere del suono Dario Mecca Aleina, con una lista di ospiti ancora più ampia rispetto al primo album. Il disco conferma così la vocazione collettiva del progetto, pur mantenendo al centro l’essenzialità della scrittura e degli arrangiamenti.

Il nuovo lavoro arriva dopo l’ottima accoglienza riservata al primo, omonimo album di Grama Tera, inciso anch’esso presso Attimo Recording e masterizzato da Andrea De Bernardi (Eleven Mastering, VA). Pubblicato il 20 aprile 2022 in CD e digitale per La Contorsionista / Sciopero Records, il debutto ha raccolto giudizi positivi dalla stampa specializzata e dagli addetti ai lavori, che ne hanno sottolineato l’impatto, l’originalità e la capacità di rivelarsi attraverso ascolti ripetuti.

Con Sanmartin, Umberto Poli e Ricky Avataneo proseguono dunque un percorso fondato sulla ricerca sul campo, sulla contaminazione e sulla riscoperta di storie e suoni capaci di attraversare il tempo.

Perché, in fondo, una canzone folk autentica non appartiene davvero a un’epoca: se non è mai stata nuova e non invecchia mai, allora è una canzone folk.

Sanmartin: un titolo legato alla tradizione piemontese 

Sanmartin, è un album che racconta viaggi brevi e lunghissimi, migrazioni per lavoro e per fame, fughe, amori, guerre, trasferimenti e ritorni. Si parte a piedi, in treno, a cavallo, in carrozza, in corriera, in nave o in barca. E non sempre si arriva a destinazione: talvolta si fa fortuna, talvolta si torna sconfitti, talvolta si naufraga. Persino il Po, con le sue acque torbide, può diventare un mare.

Il titolo dell’album richiama San Martino, l’11 novembre, la data che nella tradizione contadina segnava la fine dei lavori agricoli e la scadenza dei contratti di mezzadria e di lavoro. Chi non otteneva il rinnovo era costretto a lasciare casa e campi e a cercare un nuovo luogo in cui ricominciare. Ancora oggi, in molte zone della pianura padana, “fare San Martino” significa traslocare.

San Martino diventa così un tempo sospeso, un passaggio tra una fine e un nuovo inizio, un rito antico al quale, almeno qualche volta, neppure i “bogianen” – i piemontesi duri e puri legati alla terra e alle proprie tradizioni – possono sottrarsi. Lo ricordiamo: Bogianen letteralemnte significa non ti muovere e con il tempo è venuto ad indicare un temperamento caparbio, tenace, fermo e risoluto, capace di non indietreggiare di fronte alle grandi difficoltà della vita. Ma anche una persona lenta, pigra, tradizionalista.

Sanmartin è dedicato alla memoria di Betti Zambruno e Alan Brunetta, figure centrali nella scena della musica folk e d’autore del Piemonte. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *