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ParmaJazz Frontiere Festival, tre concerti per attraversare il jazz contemporaneo

XY Quartet, James Brandon Lewis & Chad Taylor e Anders Jormin & Natalia Rogantini sono i protagonisti dei tre prossimi appuntamenti del ParmaJazz Frontiere Festival, in programma giovedì 17, venerdì 18 e domenica 20 settembre tra la Casa della Musica e la Chiesa di San Vitale. Tre concerti che attraversano alcune delle principali traiettorie del jazz contemporaneo, dalla ricerca sul linguaggio e sulla composizione all’improvvisazione più radicale, fino alla dimensione intima del dialogo tra voce e contrabbasso.

Giovedì 17 settembre, alle ore 20.30, alla Casa della Musica, il Festival ospita l’XY Quartet, con Nicola Fazzini al sax alto, Alessandro Fedrigo al basso elettrico, Saverio Tasca al vibrafono e Luca Colussi alla batteria. La formazione, nata nel 2011 dall’incontro tra Fazzini e Fedrigo e completata da Tasca e Colussi, ha costruito negli anni un’identità fortemente riconoscibile, fondata su un originale rapporto tra scrittura e improvvisazione.

Il cosiddetto “linguaggio XY” utilizza sequenze intervallari, pitch class set, ritmi non retrogradabili e multimetrie come elementi di una grammatica compositiva complessa, ma orientata a una comunicazione diretta e fisicamente coinvolgente. Il repertorio del quartetto si alimenta inoltre delle esperienze della musica del Novecento, dal serialismo al minimalismo, e di suggestioni provenienti da ambiti apparentemente lontani dalla musica, come fantascienza, architettura, letteratura e linguistica.

Con sei album pubblicati per nusica.org e due riconoscimenti come secondo miglior gruppo italiano al Top Jazz di Musica Jazz, nel 2014 e nel 2017, l’XY Quartet si è affermato come una delle realtà più interessanti della nuova scena jazz italiana. Il concerto di Parma sarà l’occasione per incontrare dal vivo una formazione che fa dell’equilibrio tra rigorosa costruzione musicale e libertà improvvisativa uno dei propri tratti distintivi.

Venerdì 18 settembre, alle ore 20.30, sempre alla Casa della Musica, sarà la volta di James Brandon Lewis & Chad Taylor, protagonisti di Radiant Imprints. Il progetto riunisce il sassofonista James Brandon Lewis, tra le voci più acclamate della sua generazione, e il batterista Chad Taylor, in un duo che porta a Parma la forza e l’urgenza del jazz americano contemporaneo.

Radiant Imprints è un omaggio a John Coltrane, nell’anno del centenario della sua nascita, e in particolare alla storica esperienza del duo realizzato da Coltrane con il batterista Rashied Ali. Sax tenore e batteria si confrontano senza intermediazioni, in un dialogo serrato che mette alla prova le possibilità timbriche, ritmiche ed espressive dei due strumenti.

Il progetto si colloca nel solco di quella tradizione del jazz in cui improvvisazione e ricerca diventano strumenti per raggiungere una libertà espressiva radicale. Lewis e Taylor costruiscono un confronto musicale diretto e imprevedibile, nel quale il potenziale emotivo del jazz emerge nella sua forma più fisica e intensa. “Un fascio di luce intenso da vedere dal vivo e una necessaria continuazione della forza emotiva del jazz”, ha scritto Ammar Kalia su DownBeat nel luglio 2020.

A chiudere i tre appuntamenti sarà domenica 20 settembre, alle ore 18.00, nella Chiesa di San Vitale, Una Stanza per Caterina, l’appuntamento che il ParmaJazz Frontiere Festival dedica ogni anno all’amica e Mecenate Caterina Dallara. Protagonisti di questa edizione saranno il contrabbassista svedese Anders Jormin, riferimento della scena jazz scandinava, e la cantante Natalia Rogantini.

La particolare formazione in duo crea le condizioni per un incontro musicale basato sull’ascolto reciproco e sulla libertà interpretativa. Voce e contrabbasso dialogano in uno spazio sonoro essenziale, nel quale il silenzio, il respiro e la ricerca timbrica assumono un ruolo centrale. L’appuntamento rinnova così la vocazione di Una Stanza per Caterina a trasformare la musica in uno spazio di incontro, memoria e condivisione, valorizzando al tempo stesso la dimensione raccolta della Chiesa di San Vitale.

Con questi tre appuntamenti, il ParmaJazz Frontiere Festival conferma ancora una volta la propria attenzione verso le forme più innovative del jazz contemporaneo, mettendo in relazione la ricerca della nuova scena italiana, l’improvvisazione radicale del jazz americano e la sensibilità della tradizione scandinava. Tre concerti molto diversi tra loro, ma accomunati dalla centralità dell’ascolto, dalla ricerca di nuovi linguaggi e dalla volontà di portare sul palco esperienze musicali capaci di oltrepassare i confini tradizionali del genere.

Ricordiamo che il Festival è realizzato con il Contributo del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Emilia Romagna, del Comune di Parma, della Fondazione Cariparma, della Fondazione Monte Parma, della Fondazione Caterina Dallara e del Comune di Sala Baganza. E vede la collaborazione della Casa della Musica di Parma, del Complesso Monumentale della Pilotta, del Teatro Regio, dell’Abbazia Valserena – CSAC, del Liceo Bertolucci e dell’Università di Parma. E con il supporto di Davines Group Spa. Ricordiamo anche che il Festival è membro di I-jazz, di Europe Jazz Network e Jazz Takes the Green.

GLI ARTISTI

XY Quartet

L’XY Quartet nasce nel 2011 dal progetto di Nicola Fazzini e Alessandro Fedrigo, sviluppato insieme a Saverio Tasca e Luca Colussi. La formazione ha elaborato un proprio sistema compositivo, definito “linguaggio XY”, basato su sequenze intervallari, pitch class set, ritmi non retrogradabili e multimetrie.

La ricerca del quartetto mette in relazione composizione e improvvisazione, aprendosi alle esperienze della musica del Novecento e a suggestioni provenienti da altri ambiti artistici e culturali. Sei gli album pubblicati per nusica.org; due i riconoscimenti ottenuti al Top Jazz di Musica Jazz, dove il gruppo è stato indicato come secondo miglior gruppo italiano nel 2014 e nel 2017.

James Brandon Lewis e Chad Taylor

James Brandon Lewis è uno dei protagonisti della nuova generazione del jazz americano. Sassofonista e compositore, ha sviluppato un linguaggio personale nel quale la tradizione afroamericana dialoga con l’improvvisazione contemporanea e con una forte tensione verso la ricerca. La sua musica si distingue per intensità, energia e profondità espressiva.

Chad Taylor è batterista, percussionista e compositore, tra i protagonisti della scena jazz e improvvisativa internazionale. Il suo lavoro è caratterizzato da una particolare attenzione alla ricerca timbrica, all’interazione e alle possibilità espressive della batteria. In Radiant Imprints porta avanti con Lewis un dialogo diretto e radicale tra ritmo, suono e improvvisazione.

Anders Jormin

Anders Jormin è uno dei più importanti contrabbassisti e compositori della scena jazz scandinava. La sua ricerca unisce sensibilità melodica, improvvisazione e attenzione alla dimensione cameristica. Nel corso della sua carriera ha sviluppato un linguaggio personale fondato sull’ascolto e sull’interazione, particolarmente evidente nei progetti in formazione ridotta.

Natalia Rogantini

Natalia Rogantini è una cantante attiva nell’ambito della musica improvvisata e della ricerca vocale. In Una Stanza per Caterina incontra Anders Jormin in un duo che valorizza la relazione tra voce e contrabbasso, attraverso un approccio basato sull’ascolto, sulla libertà interpretativa e sulla ricerca delle possibilità timbriche della voce.

BIGLIETTI

I biglietti per i concerti sono disponibili tramite Vivaticket.

Biglietto intero: € 25
Ridotto 14-25 anni e studenti universitari: € 10
Under 14: € 3 per tutti i concerti, ad eccezione di Cartoons!
Professional: € 5, riservato agli studenti del Conservatorio “A. Boito” di Parma, agli uffici stampa e agli operatori del settore. Il biglietto professional è acquistabile esclusivamente tramite la Biglietteria ParmaJazz Frontiere.

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