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Al via la seconda stagione del Theatron: Portici si fa teatro di storie, corpi e rivoluzioni

Portici torna a farsi palcoscenico. Dall’11 ottobre prende il via la seconda stagione del Theatron, la piccola sala di via Naldi che negli ultimi anni si è ritagliata un ruolo di avamposto teatrale indipendente nell’area vesuviana. Quattordici titoli, tre debutti assoluti, ospitalità da fuori regione e laboratori per tutte le età: il cartellone diretto da Gaetano Coccia con la consulenza artistica di Ileana Bonadies e il supporto del fondatore Lello Ferrara promette un viaggio che intreccia storia, sport, corpi e icone femminili.

«Vogliamo portare a Portici artiste e artisti che indagano generi e tematiche molto diverse, senza rinunciare alla nostra identità di spazio indipendente», spiega Coccia. Ed è proprio questa miscela – tra radici locali e sguardo nazionale – a dare forza a una stagione che ha l’ambizione di tenere il passo con le grandi realtà cittadine, ma con la freschezza di chi sperimenta.

Foto spettacolo: Sarajevo

Il sipario si alzerà l’11 e 12 ottobre con La vacca, testo di Elvira Buonocore diretto da Gennaro Maresca (produzione B.E.A.T. Teatro), una favola neorealista che racconta la nascita del desiderio in una periferia napoletana schiacciata dal grigiore. Pochi giorni dopo, il 25 e 26 ottobre, sarà la volta de Il talismano della felicità, firmato dal Collettivo Lunazione: un’esperienza immersiva tra cucina e teatro, con due attrici-cuoche che guidano il pubblico in un banchetto grottesco e sensoriale.

A novembre arriverà Pulcinellesco di Valerio Apice, con un prologo di Eugenio Barba, che ripercorre attraverso quattro maschere l’eterna vitalità del personaggio simbolo di Napoli. Seguirà Terra di Rosa, ritratto appassionato di Rosa Balistreri, la cantastorie siciliana che con la sua voce ha raccontato la lotta e la libertà. Chiuderà l’anno Cazzimma e Arraggia, dedicato alla leggenda di Diego Armando Maradona, firmato da Fulvio Sacco e Errico Liguori.

Il 2026 si aprirà con il debutto assoluto di Alterità della compagnia Manovalanza, viaggio visionario tra Sudamerica e magie popolari, e proseguirà con Cartavelina, che riporta in vita la storia di Matthias Sindelar, il calciatore che sfidò il nazismo con un gol. A febbraio ci sarà spazio per il teatro popolare con Facimme ’e cunti di Antimo Casertano e Daniela Ioia, e per Sarajevo, dramma familiare diretto da Mario Gelardi che intreccia memoria privata e guerra.

L’8 marzo, giornata internazionale della donna, sarà in scena Rita di Raffaella Giancipoli, viaggio intimo nella memoria di una donna ferita ma capace di raccontarsi. Poco dopo, Lello Ferrara porterà sul palco Copione. La rivoluzione è finita, ambientato in una casa di riposo che diventa inquietante specchio della vita.

Ad aprile sarà protagonista Anna Rita Vitolo con Il fiore che ti mando l’ho baciato, ispirato alle lettere d’amore della Prima Guerra Mondiale, seguita da Gravità permanente di Betta Cianchini, riflessione ironica e feroce sul post-partum e le contraddizioni della genitorialità. A chiudere la stagione, il 9 e 10 maggio, sarà Nato per correre di Felice Panico, dedicato al leggendario mezzofondista statunitense Steve Prefontaine, atleta ribelle e attivista contro la guerra.

Accanto agli spettacoli, il Theatron rinnova la sua proposta di laboratori dedicati a voce, corpo e drammaturgia, rivolti ad adulti, adolescenti e bambini. Un modo per confermare la sua natura di officina culturale e non solo di luogo di fruizione, creando legami tra chi fa teatro e chi lo vive da spettatore. Con questo nuovo cartellone, Portici ribadisce la volontà di essere qualcosa di più di una città-dormitorio: grazie al Theatron, diventa presidio culturale che scommette sulla scena contemporanea e sul potere delle storie di cambiare, almeno un po’, la realtà.

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